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lunedì 6 giugno 2011

'IMPORTANZA DEGLI INCENTIVI PUBBLICI

Incontro dell'Ordine dei Dottori commercialisti ed esperti contabili di Trento e Rovereto
L'IMPORTANZA DEGLI INCENTIVI PUBBLICI



Sì agli incentivi pubblici purché selettivi, diretti a innovazione e ricerca e se "mirano a stimolare comportamenti virtuosi delle imprese", come ha detto l'assessore Olivi. È quanto è emerso nel confronto promosso dall'OCDEC, Ordine dei Dottori commercialisti ed esperti contabili di Trento e Rovereto, a Palazzo Calepini nell'ambito del Festival dell'Economia. Sul tavolo dei relatori l'assessore all'industria, artigianato e commercio della Provincia autonoma di Trento, Alessandro Olivi; il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Claudio Siciliotti; la presidente di Confindustria Trento, Ilaria Vescovi, coordinati dal vicedirettore de "Il Sole24Ore" e direttore di Radio24, Elia Zamboni.


"È sempre un piacere partecipare al Festival dell’Economia di Trento - sono state le parole di Elia Zamboni - perché è un confronto interessante, mai banale, ricco di idee e di scambi, dove la risposta del pubblico è importante".
In apertura la presidente Vescovi ha subito voluto sgombrare il campo dai fraintendimenti: "Questo è un tema che in Trentino non è ancora ben compreso. Gli incentivi sono una leva fondamentale per lo sviluppo del comparto, ma sicuramente la nostra non è una provincia dove si vive di soli contributi, come invece troppo spesso appare. Gli incentivi sono stati fondamentali in passato, una trentina di anni fa, per favorire l'industrializzazione del nostro territorio; ma oggi l'industria in Trentino è una realtà che dà lavoro a 37 mila dipendenti, genera un fatturato di 10 miliardi di euro ed esporta circa il 30% di prodotti. Una realtà diversificata, con poche e sane multinazionali, alcune imprese di elevate dimensioni, un bel numero di medie imprese che operano in nicchie di mercato con elevata specializzazione. Il nostro punta di forza è proprio questa elevata specializzazione, unita soprattutto alla grande attenzione riservata ad innovazione e ricerca. Sotto il profilo dell'innovazione siamo migliori non solo rispetto all’Italia, ma anche rispetto anche ai più eccellenti esempi europei".
Gli incentivi sono dunque uno strumento indispensabile: "Una percentuale media pari al 15% di contributi - ha proseguito Ilaria Vescovi - ha generato investimenti negli ultimi quattro anni di oltre un miliardo di euro solo per il comparto industriale. Ma sono stati fondamentali anche altri strumenti, come il fondo Olivi che, a fronte di un contributo piuttosto limitato di 16 milioni di euro, ha permesso di stabilizzare e mantenere inalterati 10.700 posti di lavoro; oppure il lease-back, che ha salvato molte aziende".
Tre le emergenze da superare, secondo il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Claudio Siciliotti, per far ripartire il sistema Paese: "Emergenza generazionale perché un Paese che ha perso due milioni di giovani dal mercato del lavoro, dove solo 1 su 4 dei nostri ragazzi lavora e dove 2 milioni di giovani non studiano e non lavorano non ha prospettiva. Emergenza geografica, perché il Sud paga una tassa impropria alla criminalità di cui va tenuto conto. Emergenza di genere perché troppo spesso le donne sono discriminate, perché non ci sono investimenti sulla famiglia e perché le mamme sono le prime a perdere il posto di lavoro".
L'Italia è un Paese straordinario ma purtroppo il sistema si è bloccato e non sta offrendo prospettive in particolare alle nuove generazioni: "La crescita è ferma - ha evidenziato Siciliotti - se negli anni '70 il Pil reale era del 5,6%, negli anni '80 era già sceso al 3,8%, al 2,4% ad inizio '90 ed oggi siamo a crescita zero con un Pil reale dello 0,2%. Ma abbiamo anche problemi di distribuzione della ricchezza nonché enormi sacche di inefficienza, con una pubblica amministrazione che impiega mediamente 86 giorni a liquidare le imprese e che ha reso più efficiente la riscossione anziché semplificare i cavilli burocratici".
L'assessore provinciale Alessandro Olivi ha infine spostato l'attenzione sul sistema trentino, dove gli incentivi si concentrano da un lato nel sostenere le imprese di fronte alla crisi, dall'altro a sviluppare: innovazione e ricerca, il comparto della sostenibilità ambientale, la filiera della formazione. Fondamentali gli incentivi, che però devono mirare a suscitare comportamenti virtuosi nelle imprese: "Le manovre - ha commentato l'assessore - sono servite per mantenere un certo equilibrio nella nostra società, in questi ultimi tre anni circa abbiamo destinato al sostegno delle imprese, nonché alla tutela sociale e alla domanda pubblica di beni e servizi, circa un miliardo e 300 milioni di euro, salvaguardando 85 milioni annui di gettito. Di contro abbiamo lavorato anche sulla solvibilità della Provincia, costruendo dei protocolli per garantire che la quasi totalità delle prestazioni richieste dalla pubblica amministrazione venga saldata entro un mese. Infine una recente delibera della Giunta provinciale stabilisce delle garanzie nei confronti dei contribuenti che subiscono accertamenti, perché ci rendiamo conto che l’immediata esecutività può mettere in seria difficoltà le imprese".

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